Inaugurazione della mostra “Tina Modotti, Opere dalla Galerie Bilderwelt” a Trani

Pochi giorni all’inaugurazione della mostra “Tina Modotti. Opere dalla Galerie Bilderwelt” a Trani. Alla presentazione di sabato 7 dicembre al Palazzo delle Arti Beltrani da Berlino il collezionista Reinhard Shultz

In occasione dell’apertura della mostra “Tina Modotti, Opere dalla Galerie Bilderwelt”, in programma dal 7 dicembre 2019 sino al 6 gennaio 2020 a Trani, sabato mattina alle ore 11,30, l’assessore alle Culture della Città di Trani Felice Di Lernia incontrerà al Palazzo delle Arti Beltrani, sede dell’esposizione, il gallerista Reinhard Shultz, dalla cui collezione berlinese provengono le foto in mostra, la curatrice Alessia Venditti e le storiche dell’arte Sara Esposito e Francesca Macera, autrici dei testi dell’esposizione. Insieme presenteranno la nota fotografa e introdurranno il progetto espositivo, raccontandone l’essenza da molteplici punti di vista.

Esplicative le parole dell’assessore Di Lernia: «Nell’ambito delle attività culturali abitualmente proposte dalla Città di Trani a cittadini e visitatori, questo Assessorato alle Culture, sensibile ai temi dell’interazione e dello scambio, inserisce nel programma di Palazzo delle Arti Beltrani la mostra Tina Modotti. Opere dalla Galerie Bilderwelt. L’esempio della fotografa italiana nata ad Udine e vissuta tra Messico, Varsavia, Vienna, Madrid, Parigi e Mosca, è occasione preziosa per conoscere opere uniche per risultato estetico e portata documentaristica, facenti parte di un patrimonio artistico universalmente riconosciuto. È per necessità e non per gusto esotico che Tina Modotti si reca in America ed è con grande naturalezza che lega la propria natura a luoghi diversi, con un approccio rispettoso e partecipe, di straordinaria contemporaneità. Le cinquanta fotografie esposte, del gallerista tedesco Reinhard Shultz, riassumono il suo vissuto biografico ponendo il territorio come promotore e fruitore di un’importante manifestazione di respiro nazionale ed internazionale. A inizio Novecento, personalmente implicata in importanti vicende storico-politiche, – conclude Felice Di Lernia – Tina Modotti ha strenuamente combattuto per la propria libertà e per affermare il ruolo della donna con l’ausilio del medium fotografico, diventando esempio di coraggio e passione. La mostra ospitata nella sede di Palazzo Beltrani, intrinsecamente votato alla bellezza e all’aggregazione culturale, sarà visibile per un mese e arricchita da visite guidate e incontri a tema».

La storica dell’arte e docente di Storia della Fotografia, curatrice della mostra, Alessia Venditti spiega il progetto espositivo: «questa mostra è un’antologica che celebra una delle più grandi fotografe del Novecento, contenente cinquanta immagini della Modotti provenienti dalla collezione berlinese di Reinhard Schultz. La scelta delle foto è stata fatta su un criterio di tipo cronologico a partire dal periodo in cui le immagini di Tina erano influenzate dalla presenza di Weston (Geranio, Messico, 1924), fino agli ultimi viaggi in Europa (Nel giardino zoologico, Berlino, 1930). Tina è morta a soli 46 anni, ma ha praticato la fotografia intensamente. La mostra esporrà immagini riguardanti il suo intero periodo di lavoro».

Assunta Adelaide Luigia Modotti, detta Tina, nasce il 17 agosto del 1896 a Udine e scompare a Città del Messico il 5 gennaio 1942. È universalmente riconosciuta come una tra le maggiori fotografe italiane vissute all’estero, attive durante la prima metà del Novecento. Le sue fotografie, inizialmente influenzate dalla relazione con Edward Weston e dunque calibrate sul rapporto tra le forme, si affrancano dalla ricerca estetizzante per virare verso l’Estridentismo, movimento messicano fondato da Manuel Maples Arce ed affine alle avanguardie nella lotta al “passatismo”. Le opere di Tina Modotti appariranno anche su El Machete, giornale co-fondato da Diego Rivera, noto pittore muralista e marito di Frida Kahlo, di cui Tina diventerà grande amica. Nel 1927, con l’iscrizione al partito comunista messicano, l’arte della fotografa italiana si legherà indissolubilmente alla politica: da questo momento, pur mantenendo l’intenzione narrativa, le immagini di Tina esprimeranno contemporaneamente il piacere della visione e il senso evocativo della stessa. Tina Modotti, in perpetuo fluttuare tra le proprie radici e il desiderio di modernità, riuscì a raccontare l’affascinante e multiforme cultura messicana con connaturato senso di empatia e rispetto, facendo del proprio potere comunicativo la chiave per affermare il ruolo della donna in un periodo storico denso e complesso.

Le opere della fotografa friulana sono esposte nei più importanti musei del mondo, tra cui l’International Museum of Photography and Film at George Eastman House di Rochester (New York), il più antico museo del mondo dedicato alla fotografia, e la Library of Congress di Washington, la biblioteca nazionale degli Stati Uniti. Da sabato 7 dicembre e per un mese intero a Trani ci sarà la possibilità di entrare in contatto con il mondo della Modotti nella città che si è candidata a diventare capitale della cultura italiana per il 2021, Trani.

L’affascinante impianto espositivo, fortemente voluto dall’Assessorato alle Culture del Comune di Trani, diretto da Felice Di Lernia, e realizzato grazie all’Associazione delle Arti in collaborazione per i testi con le storiche dell’arte romane Sara Esposito e Francesca Macera, è completato dalla proiezione, visibile durante la fruizione della mostra, del film The Tiger’s Coat del 1920, (Pelle di tigre, regia di Roy Clements, USA), unica testimonianza giunta ai giorni nostri della parentesi attoriale hollywoodiana di Tina Modotti.

La partecipazione all’incontro “Tina Modotti. L’essenza da molteplici punti di vista” di sabato mattina è gratuita. L’ingresso alla Mostra è a pagamento.